Decreto liquidita: prestiti e responsabilità dei Datori di Lavoro

Decreto liquidità (DL 23/2020), tante novità per le imprese colpite dall’emergenza COVID-19: dai prestiti alla responsabilità dei Datori di Lavoro in caso di contagio.

Come cambia il decreto rilancio: dai prestiti, alla responsabilità dei Datori di lavoro

Sono molte le novità del decreto liquidità convertito in legge a Palazzo Mandama il 5 giugno con 156 voti favorevoli e 119 contrari dai prestiti alle imprese alla responsabilità dei Datori di Lavoro. Vediamole insieme.

Le Novità

Prestiti alle imprese più veloci e capienti.

Salgono gli importi massimi dei prestiti garantiti al 100% portati a 30mila euro (art. 13) e per chiederli basterà un’autocertificazione. Sono allungati i termini della restituzione da 72 mesi a 120 mesi (10 anni).

I prestiti tra i 30mila e gli 800mila euro avranno garanzia pubblica dell’80% e di Confidi del 20% e potranno essere restituiti in 30 anni.

Versamenti rinviati a settembre

I versamenti delle imposte e delle ritenute di acconto in scadenza da Marzo 2020 sono spostati al 16 Settembre 2020(art. 18) a patto di aver avuto un calo di fatturato del 33%.

Stop alle segnalazioni ed ai mutui

Sospese fino al 30 settembre le segnalazioni dei cattivi pagatori ed allargata la platea di chi puo’ chiedere la sospensione dei mutui prima casa. Ora sono compresi artigiani, commercianti, liberi professionisti ed autonomi danneggiati dal lockdown.

Nel Decreto Liquidità approvato da poco viene esclusa la responsabilità del Datore di Lavoro che rispetta i protocolli del contenimento del coronavirus

Responsabilità dell’imprenditore esclusa

Come già precisato dall’INAIL con la circolare del 22 del 20 Maggio 2020 viene confermata la non responsabilità dell’imprenditore che rispetti le norme di sicurezza previste dai protocolli di contenimento del contagio per l’emergenza COVID-19 nonché dalle linee guida governative e regionali.

Il problema della responsabilità del Datore di Lavoro

Il dibattito era iniziato alla presentazione di circa 43mila denunce di infortunio da parte di Lavoratori contagiati e dai primi risarcimenti dell’ I.N.A.I.L. (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) L’ente riconosceva di fatto il contagio da COVID-19 quale evento infortunistico e quindi soggetto alla responsabilità civile e penale dei Datori di Lavoro. Tutto ciò aveva messo in allarme i Datori di Lavoro di fronte ad una legislazione incompleta e confusa con il timore di gravi responsabilità.
Le problematiche erano evidenziate principalmente dalla legge sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori DL. 81/2008 e dall’art. 2087 del Codice Civile da cui essa deriva che recita:

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro“.

Nel Decreto Liquidità approvato da poco viene esclusa la responsabilità del Datore di Lavoro che rispetta i protocolli del contenimento del coronavirus con modelli efficaci quali quelli di https://ripartenzainsicurezza.com

Come cambia la responsabilità del Datore di Lavoro nel decreto liquidità

Nel nuovo articolo 29-bis del decreto liquidità si cerca di rispondere alle esigenze di chiarezza dovute a un rischio generico e che non puo’ tradursi nella responsabilità del Datore di Lavoro. La versione finale dell’art. 29-bis recita:

“Ai fini della tutela contro il rischio di contagio da Covid-19, i datori di lavoro pubblici e privati adempiono all’obbligo dell’articolo 2087 del codice civile mediante l’applicazione delle prescrizioni contenute nei protocolli nonché mediante l’adozione e il mantenimento delle misure ivi previste.”

Ciò significa che il Datore di Lavoro, come già avviene per l’ambito infortunistico, assolve il suo ruolo di responsabilità attuando i protocolli previsti secondo modelli efficaci e garantendo adeguata verifica e controllo.

Nel Decreto Liquidità approvato da poco viene esclusa la responsabilità del Datore di Lavoro che rispetta i protocolli del contenimento del coronavirus con modelli efficaci quali quelli di https://ripartenzainsicurezza.comL’importanza di soluzioni efficaci

Risulta quindi di fondamentale importanza che i Datori di Lavoro si dotino di un modello efficace di gestione dei Protocolli di contenimento del COVID-19.

Un esempio sono i modelli realizzati da https://ripartenzainsicurezza.com in collaborazione con il servizio di prevenzione e protezione di M&P Project che garantiscono non solo il mero adempimento ma anche l’adozione del sistema di verifica e controllo efficace.

L’ing. Mariconda ideatore del progetto sostiene:

“Non bastano guanti e mascherine,  i D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale) sono solo uno degli strumenti di un sistema integrato da adottare per il contenimento del rischio generico coronavirus al fine di essere in regola con la normativa attuale. Solo con questo spirito è possibile una risposta completa ed un’attuazione efficace a quanto richiesto dalla legge.”

Dei modelli completi ed efficaci consentono di rispettare interamente i protocolli di contenimento del COVID-19 che devono essere attuati da tutti i Datori di Lavoro per non essere responsabili di eventuali contagi sul luogo di Lavoro.

Ripartenzainsicurezza.it e Ripartenzainsicurezza.com sono un marchio di M&P Project

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *